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Hello Johnny Cash: P for Prison


Il tema che abbiamo scelto per questo episodio è “P for Prison”. Le carceri statunitensi e le condizioni di vita dei loro detenuti costituiscono una delle tematiche più importanti e ricorrenti nella musica di Johnny Cash. Ad una dimensione puramente artistica si aggiunge così una dimensione profondamente sociale dell’impegno del Man In Black, impegno che egli profuse instancabilmente nel corso della sua lunga carriera musicale per cercare di migliorare le condizioni di chi è costretto a trascorrere una parte della sua vita, o addirittura tutta la sua vita, in regime di detenzione.

La prima canzone che ascolteremo in questo episodio è Folsom Prison Blues e probabilmente è la canzone più famosa di Johnny Cash. La canzone parla di un detenuto che sconta la sua pena in carcere dopo aver ucciso un uomo e che rimpiange la libertà perduta. Il rimpianto per la vita da uomo libero viene evocato dal rumore di un treno che passa sferragliando nelle vicinanze del penitenziario. In Folsom Prison Blues il tema del carcere viene così proposto dal punto di vista del singolo individuo che si trova ad affrontare questa tragica esperienza.

La prima esecuzione di Folsom Prison Blues risale al 22 marzo del 1955, quando Johnny Cash la suonò insieme ai Tennessee Two (Luther Perkins alla chitarra elettrica e Marshall Grant al contrabbasso) nel corso di una delle prime audizioni presso la Sun Records di Sam Phillips a Memphis, Tennessee. La canzone fu pubblicata dalla Sun Records il 15 dicembre 1955.

Dal punto di vista musicale la canzone si basa sulla struttura ritmica nota come Boom-Chicka-Boom, che ricorda appunto lo sferragliare di un treno in movimento. Questo ritmo particolare divenne il tratto distintivo della musica di Johnny Cash e dei Tennessee Two. Ecco a voi dunque Johnny Cash in Folsom Prison Blues.

Folsom Prison Blues

Il tema del carcere percorre in profondità la tradizione musicale folk statunitense e uno dei musicisti che influenzarono di più Johnny Cash in questo settore fu Huddie Ledbetter, meglio noto come Leadbelly. Leadbelly, che sperimentò il carcere in prima persona, fu autore di numerose prison work songs, in cui la durissima vita dei detenuti viene cantata aggiungendo spesso una vena di cinica ironia. La canzone che ascolteremo ora si chiama I Got Stripes ed è la versione del Man In Black della canzone On a Monday di Leadbelly.

I Got Stripes

Il 24 febbraio del 1969 Johnny Cash si esibì in concerto nel penitenziario di San Quentin in California. Nel corso di questo concerto eseguì, tra le altre, la canzone San Quentin, che andremo ad ascoltare tra poco. Con questa canzone il tema del carcere assume una valenza di denuncia sociale esplicita per le terribili condizioni di vita dei detenuti in quella struttura. Le parole che usa Johnny Cash sono durissime: “San Quentin you’ve been living hell to me” e poi “I hate every inch of you”. Può sembrare sorprendente che Il Man In Black abbia potuto cantare strofe così dure davanti a una grande platea di detenuti senza che iniziasse una rivolta, ma questa è un’ulteriore testimonianza del suo enorme carisma umano ed artistico. Ecco a voi Johnny Cash in San Quentin.

San Quentin

 

Ascolta l’episodio qui

A cura di Marco Giubbilei

Written by Admin


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